Un intervento "inopportuno"...
Quello che segue è l'intervento (nella versione integrale) preparato per presentare il movimento in occasione della festa del suo padre spirituale, il maestro Giovanni Canciani. L'intervento era stato pensato per lanciare dei messaggi e per essere fondamentalmente il discorso di presentazione in pubblico del nostro Movimento, dei valori e delle idee che trovano le loro radici proprio nella tensione culturale del maestro Canciani. In un contesto nel quale viene presentato il progetto culturale del quale una persona è ispiratrice si presume esso debba avere un certo spazio soprattutto se l'evento è proprio la festa in onore di questa persona. Così non è stato perchè diversi non hanno capito questa cosa e chi avrebbe dovuto aiutare a creare attenzione ha ritenuto piuttosto che anche questo dovesse essere relegato tra i tanti interventi e saluti finali e perciò, visto che andava troppo per le lunghe (per la verità in quest'ultimo senso non avendo tutti i torti) e che sottolineava alcune problematiche (ma questo non è fare politica, ma cultura!) ha tentato di censurarlo, qualificandolo come "inopportuno". Ma una serata come quella del 23 settembre doveva avere molteplici aspetti per essere importante: l'aspetto di omaggio musicale, che c'è stato (con momenti veramente alti); l'aspetto ludico e leggero, che c'è stato (nello sketch sull'assenza del pianista che poi è stato "sostituito" dal grande pianista Luca Rasca, allievo di Canciani); l'aspetto celebrativo, l'aspetto affettuoso... ci sono stati. E l'aspetto impegnato? Non c'era tempo... Pazienza, in fondo ciò che importa veramente è che Canciani stesso abbia apprezzato e compreso come ci ha comunicato nelle ore seguenti che noi giovani abbiamo passato assieme a lui...tutto il resto è retorica. MP
Buona sera,
vi ringrazio per essere intervenuti a questa splendida serata in onore del
maestro Giovanni Canciani.
Sono Marco Pedrazzoli, coordinatore dell’attività del “Movimento
Culturale Giovanile Julia Carnica”, per la quale vorrei spendere due
parole di presentazione.
Julia Carnica è un'idea nata da alcuni giovani per dare forma e sostanza
ad un movimento culturale giovanile che avesse la capacità
di attivarsi - con atteggiamento costruttivo e propositivo - nei confronti
dei problemi e delle questioni che caratterizzano la Carnia all'inizio del
terzo millennio, impegnandosi in azioni di elevazione culturale, politica,
sociale e spirituale del territorio.
Il nome
del Movimento, come d’altra parte il logo del Movimento (che racchiude
quello che noi proponiamo quale stemma storico-araldico della Carnia), li
dobbiamo proprio al maestro Giovanni Canciani. “Julia
Carnica” richiama la dicitura romana del territorio identificato già
come "Carnorum Regio" da Plinio il Vecchio. Inquadrata nella circoscrizione
della Regio X Venetiae et Histria, la Carnia aveva come centro più
importante Forum Julium Carnicum (oggi Zuglio), colonia romana elevata a dignità
di forum (e ascritta alla tribù Claudia) che deve il proprio nome a
Giulio Cesare e al popolo di origine celtica dei Galli Carni. Forum Julium
Carnicum è situato lungo la via Julia Augusta che, attraverso la Carnia
e per il passo di Monte Croce conduceva al Norico.
Il riferimento alla storia antica per il nome del Movimento ha uno scopo preciso
e sicuramente provocatorio: quello di sollecitare l'attenzione su un'idea
fondamentale.Innanzitutto
l’idea della co-titolarità del fondamento etimologico del nome
"Friuli" (che come sappiamo deriva da Forum Julium, nome romano
di Cividale).
Forum Julium Carnicum sarebbe dunque "Friuli Carnico" o più
semplicemente "Julia Carnica". In quest'ottica il Movimento vuole
richiamare l'attenzione anche su un aspetto importante e sottovalutato: la
valorizzazione della Carnia quale “madre del Friuli” alla
quale si deve un tributo - in termini di rispetto e di cura - notevolmente
superiore a quello che le è attualmente dispensato. La valorizzazione
dell’identità carnica è dunque un obiettivo vitale e prioritario,
da non perseguire però tramite logiche di conflitto ma piuttosto puntando
a dare giusto peso a quella specificità della nostra terra che la rende
unica e che in definitiva costituisce una delle maggiori risorse per il suo
sviluppo e la sua crescita.
In via generale il Movimento vuole contattare, avvicinare e mettere attorno
a un tavolo di lavoro giovani dotati di apertura mentale, capacità
di confronto, buona volontà, buon senso e versatilità al fine
di attuare un ambizioso progetto di impulso culturale già abbozzato
nel documento redatto dal gruppo di giovani che ha partecipato al grande convegno
diocesano sui problemi della montagna friulana dell'anno 2000; vanamente
intrapreso (limitatamente all'aspetto politico-istituzionale) dal gruppo "Giovani
per la Provincia dell'Alto Friuli" in occasione del referendum
consultivo del 2004; coraggiosamente portato avanti (nei suoi aspetti
di tutela del territorio) da quei giovani che si sono schierati contro l'arbitrario
progetto dell'elettrodotto Würmlach – Somplago.
L’impulso culturale, inteso in senso lato come processo di stimolazione
dell’intelletto e dello spirito delle persone, ha come obiettivo non
solamente la presa di coscienza riguardo ai problemi e alle situazioni ma
anche – al di là di preconcetti e di ideologie parzialistiche
e parzializzanti – la presa di posizione dei singoli all’interno
di tali situazioni che coinvolgono la vita in Carnia.
Il Movimento, gruppo composto esclusivamente da giovani (dai 18 ai 35 anni),
indipendente e apartitico, intende proporsi dunque come promotore e in qualche
misura come protagonista dell'auspicabile risveglio culturale della Carnia.
Col termine "culturale" si è voluto fin
dall'inizio riferirsi ad un'ampia categoria che comprendesse sia gli aspetti
più marcatamente intellettuali sia gli aspetti più concretamente
legati alla cura territorio, alla promozione delle attività montane
e in generale alla valorizzazione del "vivere in Carnia" secondo
logiche e percorsi ragionevoli.
Il Movimento dunque vuole essere strumento di arricchimento culturale per
gli associati e contestualmente per la Carnia promuovendo e realizzando dibattiti,
convegni, studi, mostre, concerti, iniziative benefiche, feste e altre attività
.
Esso è portatore di idee e valori propri anche di altre realtà
associative della Carnia, gli obiettivi di queste realtà che siano
compatibili con i principi ispiratori del Movimento troveranno nell'attività
di questo ulteriore voce di promozione ed energie per la loro realizzazione
concreta.
Nello specifico proprio in questi mesi “Julia Carnica” vuole dare
il proprio sostegno concreto al Comitato per la Difesa del Territorio, realtà
nata per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al grave problema
del progetto dell’elettrodotto Würmlach – Somplago.
Uniti sotto l'immagine sintetizzata dalla frase “Carnia in movimento”
l’impegno è condiviso, ma non solamente “contro”
qualcosa (per quanto questo “qualcosa” sia un’opera che
sembra “s’abbia da fare”a tutti i costi, soddisfando interesse
di pochi; non avendo alcuna ripercussione positiva sui territori interessati;
rapinando la Carnia della sua risorsa primaria - ossia l’ambiente -
dando conseguentemente un colpo di grazia a qualsiasi prospettiva di sviluppo
legata all’attrattiva che l’ambiente naturale delle nostre vallate
e montagne suscita in chi viene da fuori per cercare quello che la città
e la pianura certo non possono offrire.)
L’impegno è condiviso soprattutto “per” qualcosa:
per la cultura! Cultura è infatti studiare, imparare, ricordare (a
se stessi e agli altri), ragionare, discutere per un fine importantissimo
e imprescindibile in questo contesto storico: prendersi cura di ciò
che si ha il che, per capirci comprende certo i concetti di modificare e di
migliorare, ma non sicuramente quelli di distruggere o peggio, di permettere
che altri distruggano.
Ma cosa c’entra tutto questo con l’evento di questa sera e con la festa di Giovanni Canciani?
Facciamo un ragionamento.
Oggi tutti possiedono il telefonino e molti utilizzano internet ma paradossalmente
l'oggetto della comunicazione è molto "informazione spicciola"
e poco "informazione-cultura" (nel significato poc'anzi accennato).
Se è vero ciò che scrisse uno storico del diritto - Paolo Grossi
- nella sua bellissima opera "L'Ordine giuridico medioevale" - nella
quale sostiene che il medioevo non è stata (come predica una certa
limitata visione postmoderna) epoca priva di cultura ma semmai di "cultura
non circolante" - basti pensare in questo contesto all’importanza
insostituibile che hanno avuto i monasteri cristiani per la conservazione
del patrimonio culturale - ebbene, oggi siamo a un paradosso terribile perché
possediamo i mezzi più veloci e potenti mai visti dall'uomo sulla terra
per comunicare ma la cultura si polverizza ed è sempre più difficile
avere la "visione d'insieme", passo importante per potersi fare
idee equilibrate sul mondo e sulle sue problematiche. Viviamo dunque in una
sorta di "medioevo tecnologico" nel quale l’uomo è
innegabilmente instupidito da ciò che gli piove in testa dalle varie
sorgenti di idiozia a buon mercato e relativismo culturale e mediatico e non
ha la capacità - né probabilmente la voglia - di uscire da questo
vortice di comodità e ozio intellettuale che, come recita il famoso
proverbio, è inevitabilmente padre di tutti i vizi, a mio parere non
solo di quelli intellettuali.
Uno dei problemi fondamentali che meritano dunque le nostre attenzioni in
questo contesto storico è quello della intiepidita tensione dell'uomo
- più o meno sopita a seconda delle persone - verso capisaldi
ragionati in ordine alle basi e alle motivazioni del proprio essere soggetto
in un contesto sociale, cittadino e culturale. Le basi stesse dunque
dell'essere "persona” oggi, in questo momento storico.
Ognuno è naturalmente libero di interpretare questo problema come crede
e avanzare le soluzioni che più ritiene opportune, molti certo scelgono
di ignorare il problema e prendere le cose "così come vengono".
Al di là delle considerazioni di merito su questo approccio che è
figlio del "pensiero debole", credo tuttavia che allo stesso tempo
sia importante che ci sia qualcuno capace di proporre degli strumenti
per porsi in maniera critica di fronte alla realtà e le problematiche
che ci circondano per tentare di porre in essere una dialettica tra pensanti
che forse, con un po' di buona volontà, si può trasformare in
opere e atti concreti di miglioramento della società in cui viviamo.
Stiamo in fondo parlando proprio di un “Rinascimento”.
Siamo qui giunti allora al reale motivo per il quale festeggiamo in maniera così particolare il compleanno del Maestro Canciani.
Culto
della personalità?
Cieca condivisione di idee e impostazioni mentali?
Forse ossequio acritico a questa sorta di “oracolo” della Carnia?
O magari eccessivo entusiasmo nel sentire le note del Carnorum Regio?
Assolutamente nulla di tutto questo, almeno per ci riguarda…
Ci
siamo piuttosto scoperti alquanto insofferenti verso la strumentalizzazione
(cosciente o meno) che in certi contesti è stata fatta del ” personaggio
Canciani” e delle sue opere sulla scia di una moda di “Carnia a
tutti i costi” che a nostro modesto parere tende talvolta a mettere di
tutto e di più dentro un gran calderone che agli occhi della gente spesso
non è comprensibile e dunque non è credibile. Onde poi naturalmente
prendere il personaggio Canciani – che è stato utile in un certo
momento per raggiungere certi obiettivi – e rimetterlo nel cassetto.
Basti pensare proprio al Carnorum Regio: esso fino a prova
contraria – ossia finché non esisterà una “Provincia
della Carnia” o comunque un’istituzione che lo possa adottare ufficialmente
– rimane prima di tutto un inno alla Carnia e una Preghiera
e per questo motivo patrimonio di ognuno di noi, di ogni abitante della Carnia
e di ogni persona che si porta la nostra Carnia nel cuore. Ecco perché
esso non è certo adottabile da alcun gruppo, comitato o tanto meno partito…
Abbiamo l’impressione che spesso una certa retorica vada
a soffocare il reale significato di alcune iniziative, spesso abbiamo avuto
l’impressione che proprio del pensiero di Canciani pochi abbiano realmente
colto l’essenza. Ne siamo molto dispiaciuti!
Dopo
le lunghe ore passate fino a tardi nella sua cucina qui a Paularo a conversare
di musica, filosofia, storia, religione, letteratura, poesia, ma anche di vino,
gastronomia, feste, storie di paese aneddoti e altro l’impressione è
sempre più che il ruolo che questa persona ha per noi sia soprattutto
quello di essere stimolo di apertura mentale e di elevazione spirituale,
secondo uno stile sobrio e sommesso che ben poco ha a che spartire con il culto
della personalità e con la retorica.
E’ secondo questa visione che si impara a comprendere che ognuno di noi
non è realmente persona se non si spende – secondo le proprie inclinazioni
e potenzialità – per qualcosa o qualcuno che è “altro”
da sé, senza celebrarsi troppo e senza cercare la notizia a tutti i costi.
In perfetto stile rosminiano è suo l’insegnamento,
che si concretizza in un’attività di promozione musicale e didattica
meravigliosa, che la più grande Caritas non è
quella – seppur importantissima – di tipo materiale, ma è
quella intellettuale che dà gli strumenti per utilizzare al meglio la
propria intelligenza, per capire e dunque per ”essere all’altezza
delle situazioni”.
Senza mai criticare eventi di grande interesse quali le grandi mostre o i grandi
concerti che ultimamente si organizzano – ad esempio - a Tolmezzo, il
suo messaggio è diverso – non per questo incompatibile con altre
iniziative – e forse più interessante: si deve lavorare non tanto
per portare grandi eventi in Carnia, ma ci si deve applicare affinché
la Carnia sia una grande realtà; puntando ad esempio sui giovani, facendo
suonare i giovani – magari sconosciuti – dando reali possibilità
di formarsi a chi ha il talento (in tutti i campi).
Questo è dunque il vero motivo per il quale noi di "Julia Carnica" festeggiamo Giovanni Canciani, perché è una delle poche persone che possono realmente essere dispensatrici di questa preziosissima carità di cui tutti noi abbiamo bisogno; perché ci stimola e ci porta a guardare un po’ più in là della banalità; perché ci aiuta a non avere paura nel ricercare la “ visione d’insieme” di cui parlavo prima.
Ringraziamo dunque il padre spirituale del Movimento Culturale Giovanile Julia Carnica, il maestro Giovanni Canciani, che da anni auspicava la creazione di una struttura di produzione e divulgazione culturale ideata, composta e diretta esclusivamente da giovani di tutta la Carnia. Il particolare a lui va il nostro ringraziamento per la fiducia accordataci, per le lunghe ore serali e notturne che ci ha dedicato, per averci dato la possibilità di adottare uno stemma da lui ideato e soprattutto per avere accettato la mia personale richiesta di concederci – e lo dico con una punta di orgoglio - quale “sede di rappresentanza” del movimento nientemeno che la Mozartina.
A nome di tutti i giovani del Movimento Culturale Giovanile Julia Carnica esprimo il nostro augurio e il nostro ringraziamento.